Ago 18, 2026 Scritto da 

21a Domenica T.O.

21a Domenica T.O. (anno A)

(Rm 11,33-36)

 

Romani 11:33 O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

Romani 11:34 Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? 

 

Dinanzi al mistero della salvezza offerta per la fede in Cristo, la mente credente rimane senza pensiero. Si  ferma in una santa contemplazione, senza giungere alla conoscenza piena, e a Paolo non resta che cantare un così grande mistero. Dio è un abisso impenetrabile di ricchezza, di sapienza e di conoscenza. Più ci si immerge in esso e più si rimane sempre in superficie. Paolo comprende quanto sia impossibile alla mente umana farsi un concetto adeguato delle perfezioni divine, e perciò esclama: "O profondità"!

La profondità è della ricchezza. La ricchezza di Dio indica l'infinita abbondanza delle risorse che Dio possiede per realizzare i suoi disegni. La ricchezza è la sua bontà e misericordia. Tutto nasce dalla misericordia, tutto vive per la misericordia di Dio, tutto riceve il suo compimento per la misericordia di Dio. La ricchezza di Dio è Dio stesso che si dona all'anima credente. Siamo salvati da questa ricchezza di amore. La misericordia di Dio non ha confini né di spazio né di tempo. Da Adamo fino all'ultimo uomo che nascerà sulla terra, la salvezza si compie solo per la profondità di questa misericordia. Solo chi si sottrae ad essa rimane escluso dalla salvezza.

La profondità è anche della sapienza, con la quale Dio governa tutte le creature e le conduce al fine eterno prestabilito. La sapienza di Dio si rivela nel modo con cui egli dispone i mezzi per raggiungere lo scopo che si è prefisso, servendosi perfino degli ostacoli che la libertà umana oppone alla sua opera. Dio conosce qual è la via migliore per ognuno per poterlo arricchire con il suo amore. Solo lui conosce la via migliore per farlo, ed è sempre un mistero per l'anima credente. È un mistero che nessuno mai potrà sondare o comprendere. È un mistero solo da accettare con fede.

La profondità è anche della conoscenza, con la quale Dio sceglie i mezzi più appropriati per il fine che si è preposto. Dio tratta ogni persona in modo unico. Dio conosce di che cosa è fatto ognuno di noi e ci prende per mano nel verso giusto, e ci conduce all'obiettivo, al fine per cui siamo stati creati, sempre che ci lasciamo prendere per mano e condurre.

Tutta la storia dell'uomo è scritta con la sapienza e con la conoscenza di Dio ed è ricolma della sua misericordia. Ma in questa conoscenza, sapienza e misericordia chi può può penetrarne la profondità? Nessuno. Se uno prova a leggere se stesso nel mistero di questa sapienza e conoscenza divina non ci riesce.

Questa triplice profondità c'insegna che veramente i giudizi di Dio sono insondabili alla mente umana e le sue vie veramente inaccessibili agli uomini, non ne conosciamo a fondo la natura. Adorazione e preghiera sono le due cose necessarie all'uomo, se vuole stare davanti al mistero che lo avvolge. L'uomo vorrebbe ridurre Dio in suo potere, ma c'è uno scarto incolmabile che separa Dio dagli uomini e che lo rende Altro da loro, così che l'esprimersi di Dio è insondabile per l'uomo, e le sue vie gli sono precluse. Dire che noi siamo la goccia e Lui l'oceano sarebbe già un paragone inaccettabile, perché sarebbe affermare un paragone tra noi e Dio, mentre in realtà paragone non può esserci.

In questa profondità divina l'uomo può solo abbandonarsi, pregando perché il Signore gli conceda, se a Lui piace, di rivelargli quello che la mente umana può comprendere. Per il resto deve vivere tutto con atteggiamento di fede, cioè nell'accettazione della volontà di Dio che si realizzerà quando ha stabilito che i tempi siano giunti perché Israele ritorni nella grazia della salvezza. Perché, non dimentichiamolo, il contesto di queste parole di Paolo hanno a che fare con Israele.

«Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?». L'uomo è invitato a non avere pretese nei confronti di Dio. Il pensiero di Dio è talmente alto, profondo, da non potere mai essere conosciuto in tutto il suo spessore. Questo deve essere chiaro, specie oggi in cui l'uomo pensa di sapere tutto, di non avere più limiti nella sua conoscenza. L'uomo una cosa deve sapere: poiché ogni cosa è stata fatta secondo il pensiero di Dio e si riveste di una profonda sapienza, l'uomo non può valicare questo limite, pensare cioè che tutto sia conoscibile dalla sua mente.

Poiché non conosce, l'uomo non può manipolare a suo piacimento il creato, non può trattare ciò che è fatto dalla sapienza divina correggendolo con la sapienza umana, poiché i danni provocati potrebbero essere irreversibili. Ma l'uomo oggi non vuole avere limiti e quando non ha limiti si pone fuori dalla legge morale che governa l'essere stesso dell'uomo e delle cose. L'uomo non tollera che un altro ponga dei limiti alle sue conoscenze. Non sa però che la sua scienza e la sua tecnica sono ben misera cosa dinanzi all'infinita sapienza con la quale Dio ha fatto ogni cosa.

Paolo vuole invitare l'uomo a starsene al suo posto e il suo posto è l'umiltà, è l'accoglienza del disegno salvifico di Dio, che è sempre al di sopra e al di là di ogni possibile conoscenza umana.

 

 

 Argentino Quintavalle, autore dei libri 

- Apocalisse – commento esegetico 

- L'Apostolo Paolo e i giudaizzanti – Legge o Vangelo?

  • Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo nel mistero trinitario
  • Il discorso profetico di Gesù (Matteo 24-25)
  • Tutte le generazioni mi chiameranno beata
  •  Cattolici e Protestanti a confronto – In difesa della fede
  •  La Chiesa e Israele secondo San Paolo – Romani 9-11

 

(Disponibili su Amazon)

174 Ultima modifica il Martedì, 18 Agosto 2026 10:15
Argentino Quintavalle

Argentino Quintavalle è studioso biblico ed esperto in Protestantesimo e Giudaismo. Autore del libro “Apocalisse - commento esegetico” (disponibile su Amazon) e specializzato in catechesi per protestanti che desiderano tornare nella Chiesa Cattolica.

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As sometimes happens in the Gospel, faced with the trap set by his enemies, Jesus, with his response, rises above the contingent controversy and goes far beyond the particular and mutually divergent positions (Pope John Paul II)
Come talora accade nel Vangelo, di fronte al tranello mossogli dai suoi nemici, Gesù, con la sua risposta, s’innalza al di sopra della polemica contingente e va ben oltre le posizioni particolari e tra loro divergenti (Papa Giovanni Paolo II)
And blasphemy, the sin against the Holy Spirit, is the one unforgivable sin — as Jesus said — because it comes from closing the heart to God’s mercy which acts in Jesus (Pope Francis)
E la bestemmia, il peccato contro lo Spirito Santo, è l’unico peccato imperdonabile – così dice Gesù –, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù (Papa Francesco)
The great thinker Romano Guardini wrote that the Lord “is always close, being at the root of our being. Yet we must experience our relationship with God between the poles of distance and closeness. By closeness we are strengthened, by distance we are put to the test” (Pope Benedict)
Il grande pensatore Romano Guardini scrive che il Signore “è sempre vicino, essendo alla radice del nostro essere. Tuttavia, dobbiamo sperimentare il nostro rapporto con Dio tra i poli della lontananza e della vicinanza. Dalla vicinanza siamo fortificati, dalla lontananza messi alla prova” (Papa Benedetto)
The present-day mentality, more perhaps than that of people in the past, seems opposed to a God of mercy, and in fact tends to exclude from life and to remove from the human heart the very idea of mercy (Pope John Paul II)
La mentalità contemporanea, forse più di quella dell'uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l'idea stessa della misericordia (Papa Giovanni Paolo II)
«Religion of appearance» or «road of humility»? (Pope Francis)
«Religione dell’apparire» o «strada dell’umiltà»? (Papa Francesco)
In the crucified Jesus a kind of transformation and concentration of the signs occurs: he himself is the “sign of God”, especially in the mystery of his Death and Resurrection (Pope John Paul II)
In Gesù crocifisso avviene come una trasformazione e concentrazione dei segni: è Lui stesso il "segno di Dio", soprattutto nel mistero della sua morte e resurrezione (Papa Giovanni Paolo II)
However, the king was not discouraged and sent his servants out to seek other guests to fill his banquet hall. Thus the aspect of the refusal of those initially invited caused the invitation to be extended to all [Pope Benedict]
Il re però non si scoraggia e invia i suoi servi a cercare altri commensali per riempire la sala del suo banchetto. Così il rifiuto dei primi ha come effetto l’estensione dell’invito a tutti [Papa Benedetto]
The fool in the Bible, the one who does not want to learn from the experience of visible things, that nothing lasts for ever but that all things pass away, youth and physical strength, amenities and important roles. Making one's life depend on such an ephemeral reality is therefore foolishness (Pope Benedict)
L’uomo stolto nella Bibbia è colui che non vuole rendersi conto, dall’esperienza delle cose visibili, che nulla dura per sempre, ma tutto passa: la giovinezza come la forza fisica, le comodità come i ruoli di potere. Far dipendere la propria vita da realtà così passeggere è, dunque, stoltezza (Papa Benedetto)

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