Ago 3, 2026 Scritto da 

19a Domenica T.O.

19a Domenica T.O. (anno A)

(Mt 14,22-33)

 

Matteo 14:22 Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. 

Matteo 14:23 Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. 

Matteo 14:24 La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 

Matteo 14:25 Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 

 

Il brano si apre con Gesù che ordina ai discepoli di salire in barca e di precederlo sull’altra riva perché lui deve congedare la folla. Gesù, ha davanti a sé sia i discepoli che la folla e ad entrambi ingiunge, in modo diverso, di andarsene da lui.

L’uso che Matteo fa qui del verbo “costringere” (ēnágkasen), nella sua dizione greca, indica una vera e propria forzatura, una sorta di rottura, di distacco che viene a crearsi tra Gesù e i suoi. I discepoli, dunque, sono forzati, costretti, obbligati a salire sulla barca senza Gesù. Essi erano arrivati lì insieme a lui nella stessa barca, ora se ne devono ripartire senza di lui. Il legame tra Gesù e i suoi che lo avevano seguito, sembra spezzarsi: ognuno per conto suo. Loro devono entrare nella barca da soli e condurla da soli sull’altra riva. La costrizione si completa con l’ordine di precedere Gesù sull’altra riva. I discepoli sono chiamati a proseguire il viaggio in barca senza Gesù e a porsi alla guida della stessa.

La barca è simbolo della Chiesa, che è qualcosa di instabile, galleggia sull'acqua ma potrebbe andare anche sotto. Ora deve fare la traversata ma il Signore non c'è. Quel "costringere" dice anche tutta la difficoltà dei discepoli ad andare avanti senza la presenza fisica di Gesù, il quale li spinge sulla barca perché ne prendano possesso e la guidino con responsabilità. In altre parole, Gesù li spinge a prendere possesso della chiesa nascente, metaforizzata nella barca. Essi devono "precederlo all'altra riva", cioè andare avanti da soli, senza di lui, perché dovranno prendere coscienza del loro ruolo.

Gesù invece sarebbe rimasto a congedare la folla. In certi momenti Gesù vuol vedersela da solo con quelli che lo cercano e dire la parola di congedo senza interferenza alcuna. Non è detto che gli apostoli debbano sentire tutto quello che Gesù dice agli uomini. Nel rapporto tra Dio ed il singolo c'è sempre una parola che sfugge alla conoscenza della chiesa; ed è l'ultima e quella definitiva.

Gesù, liberatosi dei discepoli e della folla, “salì sul monte, in disparte”. L’espressione è molto densa. Innanzitutto il sostantivo “monte” è preceduto dall’articolo determinativo. Secondo la tradizione della Chiesa si tratta del Monte delle Beatitudini. Infatti, Gesù fece il suo famoso Discorso “sul monte” non su “un monte”. Inoltre il monte, nei vangeli, più che una indicazione geografica è un concetto teologico, indica la sfera divina.

Gesù avrebbe potuto benissimo stare sulla riva del lago a pregare, ma sale sul monte. La preghiera è un atto di elevazione, di ascesa. Il verbo "salire" ci parla della disposizione presente nell'uomo che vuole accostarsi a Dio ed allontanarsi così da tutto ciò che è basso, contaminato. Salire comporta una fatica, figura della ricerca spirituale per realizzare ciò che all'uomo manca a causa del peccato. "Salire sul monte", per un credente, rappresenta il disintossicarsi, l'ossigenarsi, purificarsi dalle impurità che si annidano dentro di lui. La salita di Gesù descritta in questo episodio si concreta, per il cristiano, con la chiusura della porta della propria "camera", in cui lascia fuori tutti gli elementi che potrebbero distrarlo, per procedere ad un colloquio con Dio e soprattutto per chiedere che ci venga dato ciò di cui abbiamo bisogno.

Il v. 23 si conclude con un’annotazione di tempo: “Venuta la sera”. La stessa espressione la ritroviamo all'inizio del racconto dell’Ultima Cena. Pertanto, l’evangelista mette una chiave di lettura per il lettore, per dirgli che quanto sta per narrare è in relazione con l’Ultima Cena di Gesù. "Venuta la sera" presagisce la fine del tempo del Gesù storico, la barca-chiesa dovrà prendere il largo, navigando tra le difficili acque della storia, mentre Gesù non è più fisicamente con loro. Ma Gesù non abbandona i suoi. Se i discepoli possono perdere di vista Gesù, Gesù non perde di vista i suoi discepoli. Semplicemente li guarda dall'alto del monte, da una posizione diversa che non è quella dell'uomo terreno, ma quella del Figlio di Dio che appartiene al cielo e che nulla vuol fare se non conforme alla volontà del Padre.

La chiesa naviga attraverso le avversità della storia, metaforizzate nel vento contrario che le rende difficile la navigazione. Il vento che agita il mare è uno spirito che agita anche i cuori, simboleggia le sfide e le incertezze della vita. La lotta dei discepoli contro il vento rispecchia i nostri sforzi per controllare le circostanze, anche quando affrontiamo forze che vanno oltre il nostro potere. Il cristiano può trovarsi nella situazione di fare pochi progressi, e non per sua colpa, ma perché il vento è contrario. Il nostro buon Dio prenderà in considerazione l'intento sincero con cui tiriamo i remi. Non c'è distanza che possa sottrarre la chiesa agli occhi di Cristo. Anche quando noi non lo vediamo, lui vede noi. Conosce il soffiare del vento e sa che non è favorevole alla traversata della chiesa. Viene il tempo del suo intervento. Non in un modo qualsiasi, ma facendola da padrone sulle forze del male. Quando? “Sul finire della notte”; un riferimento all'ultimo tempo della chiesa, quello escatologico, prima della venuta della luce del nuovo giorno, entro il quale verrà posta la nuova creazione.

Gesù che cammina sulle acque, significa che egli domina gli eventi della storia, mette sotto i suoi piedi tutte le tempeste della vita. Il mare è un elemento di separazione tra gli esseri umani; la terra, al contrario, è un elemento di collegamento. Gesù che cammina sulle acque fa sì che la funzione separatrice del mare viene negata; il suo camminare conferisce al mare la caratteristica della terra. L'effetto complessivo che si produce è l'armonia tra terra e mare. La montagna dove Gesù sale, dove egli prega e da dove vede ciò che avviene sul mare, è il punto di congiunzione dei tre elementi, terra, mare e cielo. Questo atto di camminare sull'acqua non è solo una dimostrazione del potere miracoloso di Gesù, ma un potente simbolo della capacità di Gesù di vincere il caos e la turbolenza della vita. Trasmette il messaggio che Gesù è la fonte della stabilità in mezzo alle tempeste della vita. 

 

 

 Argentino Quintavalle, autore dei libri 

- Apocalisse – commento esegetico 

- L'Apostolo Paolo e i giudaizzanti – Legge o Vangelo?

  • Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo nel mistero trinitario
  • Il discorso profetico di Gesù (Matteo 24-25)
  • Tutte le generazioni mi chiameranno beata
  •  Cattolici e Protestanti a confronto – In difesa della fede
  •  La Chiesa e Israele secondo San Paolo – Romani 9-11

 

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148 Ultima modifica il Lunedì, 03 Agosto 2026 12:28
Argentino Quintavalle

Argentino Quintavalle è studioso biblico ed esperto in Protestantesimo e Giudaismo. Autore del libro “Apocalisse - commento esegetico” (disponibile su Amazon) e specializzato in catechesi per protestanti che desiderano tornare nella Chiesa Cattolica.

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There are also serious, dangerous omissions and we have to recognize with healthy realism that in this way things are not all right, it is not all right when errors are made. However, we must also be certain at the same time that if, here and there, the Church is dying because of the sins of men and women, because of their non-belief, at the same time she is reborn (Pope Benedict)
Ci sono anche cadute gravi, pericolose, e dobbiamo riconoscere con sano realismo che così non va, non va dove si fanno cose sbagliate. Ma anche essere sicuri, allo stesso tempo, che se qua e là la Chiesa muore a causa dei peccati degli uomini, a causa della loro non credenza, nello stesso tempo, nasce di nuovo (Papa Benedetto)
The question makes apparent the concern, present in ancient Jewish tradition, over finding a unifying principle in the various formulations of God's will […] Emphasis is placed on the totality of this dedication to God, listing the three faculties that define man in his deep psychological structures: heart, soul and mind. The word mind, diánoia, contains the rational element (Pope Benedict)
La domanda lascia trasparire la preoccupazione, presente nell’antica tradizione giudaica, di trovare un principio unificatore delle varie formulazioni della volontà di Dio […] L’accento è posto sulla totalità di questa dedizione a Dio, elencando le tre facoltà che definiscono l’uomo nelle sue strutture psicologiche profonde: cuore, anima e mente. Il termine mente, diánoia, contiene l’elemento razionale (Papa Benedetto)
A “year” of grace: the period of Christ’s ministry, the time of the Church before his glorious return, an interval of our life (Pope Francis)
Un “anno” di grazia: il tempo del ministero di Cristo, il tempo della Chiesa prima del suo ritorno glorioso, il tempo della nostra vita (Papa Francesco)
The Church, having before her eyes the picture of the generation to which we belong, shares the uneasiness of so many of the people of our time (Dives in Misericordia n.12)
Avendo davanti agli occhi l'immagine della generazione a cui apparteniamo, la Chiesa condivide l'inquietudine di tanti uomini contemporanei (Dives in Misericordia n.12)
Addressing this state of mind, the Church testifies to her hope, based on the conviction that evil, the mysterium iniquitatis, does not have the final word in human affairs (Pope John Paul II)
Di fronte a questi stati d'animo la Chiesa desidera testimoniare la sua speranza, basata sulla convinzione che il male, il mysterium iniquitatis, non ha l'ultima parola nelle vicende umane (Papa Giovanni Paolo II)
Jesus reminds us today that the expectation of the eternal beatitude does not relieve us of the duty to render the world more just and more liveable (Pope Francis)
Gesù oggi ci ricorda che l’attesa della beatitudine eterna non ci dispensa dall’impegno di rendere più giusto e più abitabile il mondo (Papa Francesco)
Those who open to Him will be blessed, because they will have a great reward: indeed, the Lord will make himself a servant to his servants — it is a beautiful reward — in the great banquet of his Kingdom He himself will serve them [Pope Francis]
E sarà beato chi gli aprirà, perché avrà una grande ricompensa: infatti il Signore stesso si farà servo dei suoi servi - è una bella ricompensa - nel grande banchetto del suo Regno passerà Lui stesso a servirli [Papa Francesco]

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