Lug 28, 2026 Scritto da 

18a Domenica T.O.

18a Domenica T.O. (anno A)

(Mt 14,13-21)

 

Matteo 14:13 Avendo udito questo, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Matteo 14:14 Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. 

 

 

“Avendo udito questo...”. Gesù aveva sentito dell’esecuzione di Giovanni Battista; il momento è delicato. Continuando a stare nella Galilea, Gesù poteva temere qualche persecuzione da parte di Erode Antìpa, e siccome non era ancora venuta la sua ora, si “ritirò” verso un “luogo deserto”.

Il verbo anachoreō letteralmente significa: andare indietro, retrocedere, ritirarsi, allontanarsi, tenersi lontano da, e si associa in genere a situazioni di pericolo. È come un ritirarsi del bene di fronte al male. Il bene sembra indietreggiare di fronte al male che avanza. In un certo senso è vero: il male sembra prevaricare sul bene. Per prudenza Gesù si ritira in un luogo solitario, in disparte. Il verbo anachoreō è il verbo da cui nasce il nostro anacoresi, che è il ritirarsi della tradizione monastica, della tradizione eremitica, presente nella chiesa fin quasi dall'inizio. Da che cosa nasce questa esperienza? Dal confronto con il male, dall'esperienza che davanti a questo male ci si può ritirare, che questo male può essere consegnato nelle mani di Dio attraverso la preghiera.

L'altro protagonista è la folla, che segue Gesù a piedi. Ciò che caratterizza la folla è il seguire Gesù in lontananza, sulla riva, mentre lui si muove in barca. Solo i discepoli, anche se non nominati, sono in barca con Gesù. Con questo suo tacere sui discepoli in barca con Gesù, Matteo ottiene due risultati: da un lato mette al centro la figura di Gesù, dall’altro lascia intendere come i discepoli si identificano con Gesù stesso. Si pone, quindi una distinzione fondamentale tra quelli che stanno in barca con Gesù e quelli che invece lo seguono a piedi. È grande la sete che le folle hanno di Gesù. È triste sapere che le folle hanno tanta sete di Dio e che spesso le fontane presso le quali esse accorrono sono senz’acqua.

Il movimento di sequela-servizio è preceduto dall’espressione apò tōn póleōn, “dalle città”. La sequela, dunque, presuppone un uscire dai propri luoghi comuni di vita, un abbandonare i propri luoghi familiari e di relazione, mettendosi in disparte e creando in tal modo attorno a sé il deserto.

“Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. Gesù scende dalla barca e vede “una grande folla”. Il verbo greco usato qui per esprimere il vedere di Gesù è “horaō”; un verbo che nel linguaggio biblico indica un vedere particolare, un vedere profondo che va al di là di una semplice percezione fisica. Il greco usa tre verbi per indicare il vedere o il guardare: “Blepō”, che indica un guardare fisico, una mera percezione sensoriale; “Theoreō”, che significa osservare, esaminare, cercare, e si riferisce ad un guardare che si interroga e che cerca di capire. “Horaō” indica un vedere spirituale, un conoscere, un notare, ed esprime una percezione di ciò che trascende la dimensione fisica. In questo senso potremmo dire che horaō è l’esatto opposto di Blepō. Quel vedere di Gesù, quindi, più che un guardare è un abbracciare con lo sguardo quella folla, che gli appartiene perché lo segue.

Gesù sente “compassione per loro”. Il verbo greco qui usato è esplagchísthē e indica una profonda commozione, che coinvolge la persona fin nelle profondità del suo essere. Il verbo, infatti, ha il suo aggancio nel sostantivo splágchnon, che significa “viscere”. Quello che Gesù sente, pertanto, è un qualcosa che parte dalla profondità della sua persona. Gesù, dunque, vede e si commuove profondamente. Questi due verbi, vedere e commuoversi, sono tra loro dipendenti, l’uno conseguente all’altro e sono tali da creare una profonda comunione tra Gesù e l’oggetto del suo vedere e sentire. L’uso di questo verbo dice tutto l’amore viscerale di Dio nei confronti dell’uomo.

Quando si parla della misericordia di Dio, della misericordia di Gesù, della sua compassione, di questo smuoversi viscerale dell’intimo profondo, tutto è ben rappresentato dalle immagini dei crocifissi bizantini, che hanno Gesù con una pancia molto rilevante. Perché? Perché si vuole mettere in evidenza figurativamente che ha viscere di misericordia, cioè la capacità di sentire i bisogni dell'uomo.

 

 

 

 

 Argentino Quintavalle, autore dei libri 

- Apocalisse commento esegetico 

- L'Apostolo Paolo e i giudaizzanti – Legge o Vangelo?

  • Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo nel mistero trinitario
  • Il discorso profetico di Gesù (Matteo 24-25)
  • Tutte le generazioni mi chiameranno beata
  •  Cattolici e Protestanti a confronto – In difesa della fede
  •  La Chiesa e Israele secondo San Paolo – Romani 9-11

 

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Argentino Quintavalle

Argentino Quintavalle è studioso biblico ed esperto in Protestantesimo e Giudaismo. Autore del libro “Apocalisse - commento esegetico” (disponibile su Amazon) e specializzato in catechesi per protestanti che desiderano tornare nella Chiesa Cattolica.

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Mary "Girl" [...] point of convergence and arrival of a complex of divine promises, mysteriously echoed in the very heart of history (Pope John Paul II)
Maria “Bambina” […] punto di convergenza e di arrivo di un complesso di promesse divine, echeggiate misteriosamente nel cuore stesso della storia (Papa Giovanni Paolo II)
Luke’s passage puts before the eyes a double slavery: that of man «with his hand paralyzed, slave of his illness», and that of the «Pharisees, scribes, slaves of their rigid, legalistic attitudes» (Pope Francis)
Il racconto di Luca mette davanti agli occhi una duplice schiavitù: quella dell’uomo «con la mano paralizzata, schiavo della sua malattia», e quella «dei farisei, degli scribi, schiavi dei loro atteggiamenti rigidi, legalistici» (Papa Francesco)
Origen says “we should practise this symphony” (Commentary on the Gospel according to Matthew, 14,1), in other words this harmony within the Christian community [Pope Benedict]
Dice Origene che “dobbiamo esercitarci in questa sinfonia” (Commento al Vangelo di Matteo 14, 1), cioè in questa concordia all’interno della comunità cristiana [Papa Benedetto]
Thus in communion with Christ, in a faith that creates charity, the entire Law is fulfilled. We become just by entering into communion with Christ who is Love (Pope Benedict)
Così nella comunione con Cristo, nella fede che crea la carità, tutta la Legge è realizzata. Diventiamo giusti entrando in comunione con Cristo che è l'amore (Papa Benedetto)
«Francis was reproaching his brethren too harsh towards themselves, and who came to exhaustion by means of vigils, fasts, prayers and corporal penances» [FS 1470]
«Francesco muoveva rimproveri ai suoi fratelli troppo duri verso se stessi, e che arrivavano allo sfinimento a forza di veglie, digiuni, orazioni e penitenze corporali» [FF 1470]
From a human point of view, he thinks that there should be distance between the sinner and the Holy One. In truth, his very condition as a sinner requires that the Lord not distance Himself from him, in the same way that a doctor cannot distance himself from those who are sick (Pope Francis)
Da un punto di vista umano, pensa che ci debba essere distanza tra il peccatore e il Santo. In verità, proprio la sua condizione di peccatore richiede che il Signore non si allontani da lui, allo stesso modo in cui un medico non può allontanarsi da chi è malato (Papa Francesco)
The life of the Church in the Third Millennium will certainly not be lacking in new and surprising manifestations of "the feminine genius" (Pope John Paul II)
Il futuro della Chiesa nel terzo millennio non mancherà certo di registrare nuove e mirabili manifestazioni del « genio femminile » (Papa Giovanni Paolo II)
And it is not enough that you belong to the Son of God, but you must be in him, as the members are in their head. All that is in you must be incorporated into him and from him receive life and guidance (Jean Eudes)
E non basta che tu appartenga al Figlio di Dio, ma devi essere in lui, come le membra sono nel loro capo. Tutto ciò che è in te deve essere incorporato in lui e da lui ricevere vita e guida (Giovanni Eudes)
Consequently, just as for Christ carrying the cross was not an option but a mission to be embraced for love, so it is for Christians too. In our world today, where the forces that divide and destroy seem to dominate, Christ does not cease to offer to all his clear invitation [Pope Benedict]

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