Apr 27, 2026 Scritto da 

5a Domenica di Pasqua

V Domenica di Pasqua  (anno A)

(Gv 14,1-12)

 

Giovanni 14:1 «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

Giovanni 14:2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;

Giovanni 14:3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.

Giovanni 14:4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».

Giovanni 14:5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».

Giovanni 14:6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

 

Gesù sta per lasciare i suoi discepoli. La sua morte in croce di sicuro turberà il loro cuore, scuoterà la loro fede e la purificherà da tutte le imperfezioni che per anni si erano accumulate sopra di essa. La fede di volta in volta deve essere scossa, altrimenti è troppo grande la polvere delle sovrastrutture che la mente e i pensieri degli uomini sempre vi aggiungono. La morte in croce di Gesù Cristo, del Messia, deve scuotere la fede del popolo dell’Alleanza al fine di darle la sua giusta e vera dimensione celeste. Con la fede nel Messia crocifisso e risorto si deve confrontare ogni pensiero della terra. È una grazia quando la nostra fede viene scossa da Dio. Una fede non pura, non allineata con i pensieri di Dio produce sempre dei turbamenti. Se i discepoli di Gesù vogliono avere una fede purificata, devono iniziare a credere nel Messia crocifisso. Da qui inizia il vero cammino di fede per ogni uomo.

Gesù presenta la sua morte come un viaggio di andata e ritorno. Ma dove va Gesù e perché va? Va nella casa del Padre suo. Va per preparare un posto ai suoi discepoli. Nella casa del Padre suo vi sono molte dimore, molti posti. Nessuno li può contare. Questi posti, però, vanno però preparati, assegnati. Gesù va, prepara i posti, assegna un proprio posto a ciascuno dei suoi. Ognuno in Cielo può avere la sua propria casa o abitazione. Il Cielo è senza limite di spazio.

Gesù non solo parte, non solo va, non solo prepara il posto per ciascuno dei suoi, ma torna. Torna per portare con sé tutti i suoi discepoli. Dove è Lui devono stare anche loro. Dove abita Lui devono abitare loro. È questa la verità dell'amore: la comunione eterna; l'essere una cosa sola con la persona amata per tutta l'eternità. Un amore che si divide, si separa, che viene meno, non è amore. L'amore è senza fine. L'eternità e la verità al nostro amore, solo Gesù la può donare. Chi è senza Cristo mai conoscerà la verità e l'eternità del suo amore. Non può, perché solo Cristo è eternità e verità. La nostra società ha perso la verità e l'eternità dell'amore. Significa che ha perso Cristo.

I discepoli sanno già – o almeno dovrebbero sapere – dove Gesù sta per recarsi ed anche la via che dovrà percorrere. Il luogo è la casa del Padre, il suo Cielo. La via è la croce. È la croce la scala attraverso la quale Gesù sale presso il Padre suo. Questa via Gesù l'aveva indicata sia come sua propria via, ma anche come propria di ogni suo discepolo. Questa via era però impossibile da accogliere per la loro fede ancora non scossa dalla morte in croce.

Tommaso dice con estrema chiarezza e semplicità che loro non sanno dove Gesù va. Se uno non sa dove l'altro sta per recarsi, come fa a conoscere la via che dovrà percorrere? A Tommaso, Gesù risponde con altrettanta semplicità: “Io sono la via, la verità e la vita”. “Io sono la via”: La via nella Scrittura Antica era la Legge, ma Gesù è la via che porta a compimento ogni altra precedentemente tracciata. È la via perfetta, piena, cui nulla si può aggiungere e nulla togliere. Chi vuole andare al Padre deve camminare nella sua Parola.

“Io sono la verità”: La verità è l’essenza stessa di Dio che è essenza di Cristo Gesù. È l’essenza sia della sua divinità che della sua umanità. Gesù è la verità che ci rende conformi a Lui. Nessun altro è la verità. Chi vuole essere vero, diventare vero, deve essere reso partecipe di questa unica e sola verità che fa vero ogni uomo.

“Io sono la vita”: La vita di Gesù è quella eterna, è la vita di Dio, che deve essere partecipata a quanti credono nel suo nome. È Gesù il nuovo albero della vita. Chi si nutre di Lui si fa vita eterna come Cristo è vita eterna. Chi di Lui non si nutre, mai potrà divenire vita eterna. Rimarrà nella sua falsità e nella sua morte.

Ora Gesù dice un pensiero che merita tutta la nostra attenzione: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Questa frase non consente che vi possano essere eccezioni. Chi vuole andare a Dio deve farlo per mezzo di Cristo, della sua via, della sua verità, della sua vita. Chi non vuole andare a Dio per mezzo di Gesù Cristo, semplicemente non va a Dio. Gesù Cristo non è una delle tante vie che conducono al Padre. Egli è la sola via. Non ce ne sono altre. Questo vuol dire che nessuna religione possiede la via, la verità, la vita per accedere al Padre. Solo Cristo è via, verità, vita. Tutte le religioni, nella migliore delle ipotesi, sono via, verità, vita impure, imperfette, incompiute, non portate al loro compimento, oppure sono addirittura via, verità e vita false e menzognere. Neanche l’Antico Testamento è via, verità e vita. È una via incompleta. Manca la verità e la vita eterna. Verità e vita eterna sono date da Cristo.

Oggi molti figli della Chiesa non possiedono più questa fede. Non sanno che la salvezza è oggi che si deve compiere. È oggi che la salvezza è solo in Cristo. Nessun altro può fare l'uomo vero. Dove l'uomo vero non è fatto, lì la salvezza non è compiuta. L'uomo vero lo si deve costruire sulla terra, nella storia. Questa è la missione della Chiesa.  

 

 Argentino Quintavalle, autore dei libri 

- Apocalisse commento esegetico 

- L'Apostolo Paolo e i giudaizzanti – Legge o Vangelo?

  • Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo nel mistero trinitario
  • Il discorso profetico di Gesù (Matteo 24-25)
  • Tutte le generazioni mi chiameranno beata
  •  Cattolici e Protestanti a confronto – In difesa della fede
  •  La Chiesa e Israele secondo San Paolo – Romani 9-11

 

(Disponibili su Amazon)

254 Ultima modifica il Lunedì, 27 Aprile 2026 12:37
Argentino Quintavalle

Argentino Quintavalle è studioso biblico ed esperto in Protestantesimo e Giudaismo. Autore del libro “Apocalisse - commento esegetico” (disponibile su Amazon) e specializzato in catechesi per protestanti che desiderano tornare nella Chiesa Cattolica.

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His slumber causes us to wake up. Because to be disciples of Jesus, it is not enough to believe God is there, that he exists, but we must put ourselves out there with him; we must also raise our voice with him. Hear this: we must cry out to him. Prayer is often a cry: “Lord, save me!” (Pope Francis)
Il suo sonno provoca noi a svegliarci. Perché, per essere discepoli di Gesù, non basta credere che Dio c’è, che esiste, ma bisogna mettersi in gioco con Lui, bisogna anche alzare la voce con Lui. Sentite questo: bisogna gridare a Lui. La preghiera, tante volte, è un grido: “Signore, salvami!” (Papa Francesco)
May we obtain this gift [the full unity of all believers in Christ] through the Apostles Peter and Paul, who are remembered by the Church of Rome on this day that commemorates their martyrdom and therefore their birth to life in God. For the sake of the Gospel they accepted suffering and death, and became sharers in the Lord's Resurrection […] Today the Church again proclaims their faith. It is our faith (Pope John Paul II)
Ci ottengano questo dono [la piena unità di tutti i credenti in Cristo] gli Apostoli Pietro e Paolo, che la Chiesa di Roma ricorda in questo giorno, nel quale si fa memoria del loro martirio, e perciò della loro nascita alla vita in Dio. Per il Vangelo essi hanno accettato di soffrire e di morire e sono diventati partecipi della risurrezione del Signore […] Oggi la Chiesa proclama nuovamente la loro fede. E' la nostra fede (Papa Giovanni Paolo II)
God's grace does not suppress or suffocate the freedom of those who face martyrdom; on the contrary it enriches and exalts them: the Martyr is an exceedingly free person, free as regards power, as regards the world; a free person [Pope Benedict]
La grazia di Dio non sopprime o soffoca la libertà di chi affronta il martirio, ma al contrario la arricchisce e la esalta: il martire è una persona sommamente libera, libera nei confronti del potere, del mondo; una persona libera [Papa Benedetto]
For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)

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