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Ago 9, 2026 Scritto da 
Angolo della Pia donna

Assunzione della Beata Vergine Maria

[15 Agosto 2026]

 

Prima Lettura dal libro dell’Apocalisse (11,19a;12,1-6a.10a)

Tutta l’Apocalisse è per la prima comunità perseguitata un messaggio di vittoria con molte immagini: l’Arca dell’Alleanza, tre personaggi, la donna, il drago, il neonato. 

1. L’Arca dell’Alleanza ricorda il cofano di legno dorato che accompagnava il popolo durante l’Esodo al Sinai, memoria costante per Israele dell’Alleanza con Dio. Quell’arca si era perduta durante l’esilio a Babilonia, si raccontava che Geremia l’avesse nascosta sul monte Nebo (2Mac 2,8) e si credeva che sarebbe riapparsa alla venuta del Messia. Ora Giovanni la vede riapparire: (Ap 11,19) e per lui è il segno che la fine dei tempi è arrivata e l’Alleanza di Dio con l’umanità è compiuta in modo definitivo

2. La donna, Israele e il Messia generato dal Popolo eletto. “Poi appare, sempre in cielo, “una donna vestita di sole..” (Ap 12,1-2).  Nell’AT spesso i rapporti tra Dio e Israele sono descritti in termini di nozze. Osea parla del fidanzamento di Dio con il suo popolo. Isaia sviluppa il tema delle nozze fino a presentare la venuta del Messia come un parto, Geremia, Ezechiele, il secondo e terzo Isaia usano il vocabolario dei fidanzamenti e delle nozze (Ger 2,2); (Is 62,5). Il Cantico dei Cantici, dialogo d’amore in 7 poemi che non identifica mai i due amanti, dagli Ebrei viene visto come dialogo tra Dio e il suo popolo e lo leggono per questo s nel sabato della settimana pasquale, la grande festa dell’Alleanza di Dio con Israele. Purtroppo Israele fu spesso sposa infedele (idolatrica: gelosia, adulterio, ma anche riconciliazione e perdono, perché Dio resta fedele. Quindi la donna dell’Apocalisse designa il popolo eletto che genera il Messia. Un parto doloroso per i discepoli di Cristo affrontati alla persecuzione, ai quali Giovanni dice: voi state partorendo l’umanità nuova.

3. Il drago: le forze del male. Il drago appostato “davanti alla donna per divorare il bambino appena nato” (Ap 12,4) dice il combattimento delle forze del male contro il progetto di Dio. Per i cristiani perseguitati la parola “drago” non è troppo forte perché dice la violenza che affrontano: il drago è “enorme... rosso fuoco, con sette teste e dieci corna, e sulle teste sette diademi”. Testa e corna dicono intelligenza e forza, il diadema designa il potere imperiale con la sua reale capacità di nuocere. E infatti riesce a trascinare “la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra”. E’ però solo un terzo delle stelle: dunque solo una parvenza di vittoria e il seguito dirà che il potere del male è provvisorio. 

4. Il bambino è il Messia Risorto. “Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro” (Ap 12,5.) Giovanni designa il Messia e allude al Sal 2: “Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato… Le spezzerai con scettro di ferro” (2,7-9). Anche “pastore” era termine classico per parlare del Messia. Segue l’immagine del rapimento del bambino “presso Dio e il suo trono”: simbolo della Risurrezione di Cristo. Era chiarissimo per i primi cristiani abituati a parlare di Lui come il “Primogenito” ora seduto alla destra di Dio. Ma il suo popolo rimane nel mondo. Un mondo difficile, ma dove sono assicurati della protezione di Dio: questo è il senso del deserto, altro richiamo all’Esodo in cui Dio non ha smesso di prendersi cura del suo popolo. I credenti si rassicurino: se il drago ha fallito in cielo, non può riuscire sulla terra. La conclusione è la vittoria già iniziata dalla Risurrezione. Ai primi cristiani che partorivano l’umanità nuova nel dolore della persecuzione, l’Apocalisse annuncia la vittoria: “Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo” (Ap 12,10).  Da quando il Messia è risorto, la vittoria è iniziata.

 

Salmo Responsoriale (44/45) 

Questo salmo ci fa assistere alla cerimonia di nozze del re di Gerusalemme con una giovane principessa straniera (v.10) per sigillare l’alleanza tra due popoli. I matrimoni hanno siglato sempre alleanze tra Stati., ma per Israele l’Alleanza è esclusiva con l’unico Dio, quindi ogni ragazza straniera diventata regina doveva sposare la religione del re. Concretamente, in questo salmo la principessa che viene da Tiro dovrà rinunciare alle pratiche idolatriche per essere degna del suo nuovo popolo e del suo re: «Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre» (v.11). Salomone sposò straniere pagane, Acab la regina Gezabele con il grande scontro del profeta Elia contro i molti sacerdoti e profeti di Baal. Per chi sa leggere tra le righe, questi consigli alla principessa di Tiro si rivolgono in realtà a Israele. Lo sposo regale descritto nel salmo non è altri che Dio stesso, e questa «figlia di re, condotta tutta parata verso lo sposo» è il popolo d’Israele ammesso nell’intimità del suo Dio. Attraverso il rapporto tra Dio e il suo popolo si allude poi al matrimonio tra Dio e tutta l’umanità.,

 

Seconda Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinti (15,20-27°)

Qui sono messe a confronto tre figure: Maria, Gesù di Nazaret e Adamo. Maria, modello della fede è proclamata beata perché ha creduto alla parola di Dio. Nella sua vita ha conosciuto il dolore annunciato da Simeone, ma non ha mai smesso di fidarsi di Dio. Gesù percorre la stessa via nella totale fiducia verso il Padre. e tutto in lui si riassume in queste parole: “Padre, Sono venuto per fare la tua volontà”. La sua risurrezione dimostra che la fiducia in Dio conduce alla vera vita che passa attraverso la sofferenza e la morte. San Paolo contrappone Adamo e Cristo: due atteggiamenti opposti: Adamo è l’uomo che diffida di Dio e vuole decidere da solo; Cristo invece indica l’uomo che si affida completamente a Dio. Secondo Paolo ciascuno si comporta come Adamo quando rifiuta la fiducia in Dio e per questo in Adamo tutti muoiono. Mentre chi segue l’esempio di Cristo entra nella vita vera, fondata sull’amore e la comunione con Dio. L’Assunzione è il progetto di Dio per l’umanità fedele: Maria ha conosciuto l’invecchiamento e, lascata ha vita terrena, è entrata pienamente nella vita di Dio. La tradizione orientale parla della sua Dormizione per passare a una nuova forma di esistenza presso Dio: L’essere umano non è quindi destinato a rimanere per sempre nella sua condizione terrena ma è chiamato a una trasformazione. Gesù, ucciso dall’odio umano, è stato risuscitato da Dio e, come primo dei risorti, apre a tutta l’umanità la strada verso la vita eterna. Maria e Gesù mostrano che la via della vera vita non è l’autosufficienza di Adamo, ma la fiducia in Dio 

 

 

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-56)

L’episodio della Visitazione mette in luce il ruolo di Maria, nuova Arca dell’Alleanza e modello della fede. Quando Elisabetta dice: “Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga a me?” l’evangelista richiama volutamente il trasferimento dell’Arca dell’Alleanza a Gerusalemme da parte di Davide. Le somiglianze sono numerose: l’Arca e Maria viaggiano entrambe nelle colline della Giudea; l’Arca porta benedizione alla casa di Oved-Edom, Maria porta gioia alla casa di Zaccaria ed Elisabetta; entrambe rimangono tre mesi nella casa che le accoglie; Davide danza davanti all’Arca, mentre Giovanni Battista esulta nel grembo di sua madre davanti a Maria.

Per Luca tutto questo non è casuale. Maria è nuova presenza di Dio. L’Arca era il segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Presentando Maria come la nuova Arca, Luca vuole affermare che Dio è presente in modo unico nel bambino che ella porta in grembo. Si realizza così il mistero dell’Incarnazione. Maria diventa il luogo vivente della presenza divina. Elisabetta proclama: Beata colei che ha creduto e la vera grandezza di Maria non consiste soltanto nell’essere la madre di Gesù, ma nell’aver accolto con fiducia il progetto di Dio anche senza comprenderlo pienamente. In risposta a Elisabetta, Maria canta il Magnificat e non inventa parole nuove perché è costruito con espressioni tratte dai Salmi e da altre preghiere bibliche. E da qui emergono due insegnamenti. Umiltà: Maria non mette sé stessa al centro, ma si inserisce nella tradizione di fede del suo popolo; spirito comunitario: la sua preghiera non riguarda solo la sua vicenda personale, ma l’opera di Dio a favore di tutto il popolo. Ecco perché Maria è presentata come la nuova Arca dell’Alleanza, che porta in sé Dio fatta uomo, mentre il Magnificat mostra che ogni vocazione autentica non è un privilegio personale, ma una chiamata a servire gli altri e l’intero popolo di Dio.

 

+Giovanni D’Ercole

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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