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Mag 24, 2026 Scritto da 
Angolo dell'apripista

Tre e più domande: la trappola della casistica

Profezia, memoria e speranza permettono allo Spirito di mantenere viva la Chiesa: durante l’omelia, nella Santa Messa del mattino, Papa Francesco ha invitato i fedeli presenti a fare un breve esame di coscienza chiedendosi “ho memoria dei doni del Signore? Sono capace di aprire il cuore ai profeti? Ho speranza nelle promesse di Dio?“

È stato il Vangelo del giorno (Mc 12,1-12) a fornire al Santo Padre lo spunto per la propria riflessione: commentando la parabola dei vignaioli omicidi Bergoglio illustra come i vignaioli siano una allegoria dei maestri della legge, ovvero scribi e farisei, che all’epoca di Gesù avevano costruito un impianto giuridico che letteralmente incatenava lo Spirito, non permettendogli di agire liberamente.

È la trappola della casistica: quelli a cui si rivolge Gesù, con la parabola dei vignaioli omicidi sono i “dottori della legge, teologi che sempre vanno sulla via della casistica e non permettono la libertà dello Spirito Santo“. A questi “la memoria non interessa. La profezia: meglio che non vengano i profeti. E la speranza? Ma ognuno la vedrà“.

“A questa gente Gesù, perché conosceva in se stesso la tentazione, rimprovera: ‘Voi girate mezzo mondo per avere un proselito e quando lo trovate, lo fate schiavo’. – ha dunque commentato il Vescovo di Roma – Questo popolo così organizzato, questa Chiesa così organizzata fa schiavi! E così si capisce come reagisce Paolo quando parla della schiavitù della legge e della libertà che ti dà la grazia. Un popolo è libero, una Chiesa è libera quando ha memoria, quando lascia posto ai profeti, quando non perde la speranza”.

 

La parabola dei vignaioli omicidi vuole dunque parlare a ogni cristiano e ci invita a domandarci se, anche noi, siamo come quei vignaioli lì: “io ho memoria delle meraviglie che il Signore ha fatto nella mia vita? Ho memoria dei doni del Signore? Io sono capace di aprire il cuore ai profeti, cioè a quello che mi dice ‘questo non va, devi andare di là; vai avanti, rischia’? – ha dunque chiesto Papa Francesco – Io sono aperto a quello o sono timoroso e preferisco chiudermi nella gabbia della legge? E alla fine: io ho speranza nelle promesse di Dio, come ha avuto nostro padre Abramo, che uscì dalla sua terra senza sapere dove andasse, soltanto perché sperava in Dio?“

“Ci farà bene farci queste tre domande“, come breve esame di coscienza, poiché se da una parte la vigna ben organizzata è l’immagine della Chiesa, e quindi la parabola si rivolge ai sacerdoti, dall’altra parte la vigna è anche immagine della nostra anima, di ciascun cristiano, che preferiamo molto spesso imbrigliare e proteggere innalzando pareti in modo che lo Spirito non possa giungere a renderla inquieta, come invece dovrebbe essere l’anima del cristiano.

[Papa Francesco, omelia s. Marta; https://www.papafrancesco.net/non-rinchiudiamo-la-nostra-anima-nella-gabbia-della-legge/]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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