Gesù si rivolge a Natanaele, pio israelita in cui non c’è falsità e impegnato nella professione di fede, che vedrà cose maggiori di quelle già contemplate.
Alla luce dell’episodio di Vangelo, confrontando le Fonti francescane, scopriamo passi interessanti.
Avvinto dalla novità dello Spirito, Francesco cambia vita e diventa segno di contraddizione per un mondo che non aveva voglia di scostarsi dai luoghi comuni, dalla strada delle tradizioni.
Il suo cuore libero affronta ogni disprezzo, pur di essere leale con Cristo e il suo Vangelo.
“Francesco, l’illetterato, l’amico della semplicità, dal cuore incomparabilmente sincero e nobile […] quanto gli si addice questo nome di Francesco, a lui che ebbe cuore franco e nobile più di ogni altro“ (FF 529).
Abbracciando il nuovo stato di vita, un giorno, ai briganti che lo assalgono chiedendogli chi fosse, in sincerità, risponde:
«Sono l’araldo del gran Re; vi interessa questo?» (FF 346).
Lui sì può essere considerato “un israelita” in cui non dimora falsità alcuna!
«Vedrai cose più grandi di queste!» (Gv 1,50)
Feria propria del 5 gennaio (Gv 1,43-51)