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Mar 15, 2025 Scritto da 
Aforisma

Conversione: rivoluzione, e dare tempo. Il più peccatore

Nella prima pericope, il Vangelo di oggi evidenzia l’urgenza della conversione profonda di ogni uomo, senza puntare il dito sulla colpevolezza altrui, bensì guardando alla propria.

In Francesco è il caso di parlare di conversione permanente, sempre cercata - e che durò finché visse.

Si considerava, infatti, il più peccatore fra gli uomini, raggiunto dalla Grazia.

Consultando le Fonti ci accorgiamo del calibro del Poverello anche a riguardo di questo tema.

Leggiamo di un frate che, rapito in estasi, vide fra i tanti seggi in cielo uno di particolare bellezza.

Chiedendo di chi fosse, una voce gli rispose che era riservato all’umile Francesco.

Il racconto continua:

"Rientrato in se stesso, il frate vede Francesco che ritorna dalla preghiera.

Gli si prostra subito dinanzi, con le braccia in forma di croce, e si rivolge non come a uno che viva sulla terra, ma quasi ad un essere che regni già in cielo:

«Prega per me il Figlio di Dio, padre, che non tenga conto dei miei peccati».

L’uomo di Dio gli tende la mano e lo rialza, sicuro che nella preghiera ha ricevuto una Visione.

Alla fine, mentre si allontanano dal luogo, il frate chiede a Francesco:

«Padre, cosa ne pensi di te stesso?».

Ed egli rispose:

«Mi sembra di essere il più grande peccatore, perché se Dio avesse usata tanta misericordia con qualche scellerato, sarebbe dieci volte migliore di me».

A queste parole, subito lo Spirito disse interiormente al frate:

«Conosci che è stata vera la tua visione da questo: perché quest’uomo umilissimo sarà innalzato per la sua umiltà a quel trono che è stato perduto per la superbia» (FF 707).

E lo stesso Francesco, parlando ai suoi frati dell’efficacia della preghiera, diceva loro:

«Invero [ci sono] coloro che si illudono d’avere edificato o convertito a penitenza con i loro discorsi; è il Signore che li edifica e converte grazie alle orazioni dei frati santi, anche se questi ultimi lo ignorano […]

Questi frati sono i miei cavalieri della tavola rotonda, che si nascondono in luoghi appartati e disabitati, per impegnarsi con più fervore nella preghiera e nella meditazione, piangendo i peccati propri e altrui […]» (FF 1624).

Il Minimo metteva in guardia dal sentirsi migliori degli altri e dal gloriarsi d’indurre a conversione con propri discorsi, gonfi di sapienza compiaciuta.

Nessuno è perfetto! Migliore è solo lo Spirito di Dio, che trasforma i cuori di pietra in cuori di carne.

 

Gesù richiama alla conversione: «se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo» (Lc 13,5) è espressione ricorrente.

Francesco, umile di cuore e semplice, al riguardo offre un episodio che chiama a riflessione.

“Diceva che sono da compiangere i predicatori, che vendono spesso il loro ministero per un soldo di vanagloria. E cercava a volte di guarire il loro gonfiore con questo rimedio:

«Perché vi gloriate della conversione degli uomini, quando li hanno convertiti con le loro preghiere i miei frati semplici?».

Ed anzi commentava così il passo che dice: «perfino la sterile ha partorito numerosi figli»:

«La sterile è il mio frate poverello, che non ha il compito di generare figli nella Chiesa. Ma nel giudizio ne avrà dato alla luce moltissimi, perché in quel giorno il giudice ascriverà a sua gloria quelli, che ora converte con le sue preghiere personali»” (FF 749).

E ancora:

«Ci sono molti frati che […] annunziando il Vangelo a qualche persona e al popolo, nel vedere o nel sentire che alcuni ne sono rimasti edificati o convertiti a penitenza, diventano tronfi e montano in superbia per risultati ottenuti da fatica altrui.

L’umile e quotidiana conversione del Minimo e dei suoi frati ha, nel tempo, rivoluzionato ogni modo di pensare borioso, grazie alla Parola di Cristo.

 

«Credete che questi Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver sofferto queste cose? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti ugualmente» (Lc 13,2-3).

 

 

3a Domenica di Quaresima (anno C)  (Lc 13,1-9)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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