Gesù propone la Perfezione secondo il Padre: amare e perdonare anche i nemici, ci rende figli.
Francesco d’Assisi spesso ripeteva che l’Amore non era amato. Oltrepassando le considerazioni dell’Antico Testamento (cf. Lv 19,18), per lui si era chiamati ad amare tutti e a non ritenere prossimo solo i connazionali.
«Avete udito che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ora io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,43-44).
Negli scritti del Povero assisano [Parafrasi del Padre nostro] leggiamo:
«Come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo, sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici e devotamente intercediamo presso di te, non rendendo a nessuno male per male e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti» (FF 273).
Nella Lettera ad un Ministro:
«Io ti dico […] ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri, anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devo ritenere come una grazia […]
E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori» (FF 234).
Tutto ciò per essere figli del Padre celeste, che fa sorgere il sole su tutti: buoni e cattivi.
Francesco, infatti, dinanzi ai manigoldi incontrati in una selva - mentre cantava le lodi di Dio in francese - e che lo assalgono chiedendogli chi fosse, reagisce così:
"«Sono l’araldo del gran Re; vi interessa questo?».
Quelli lo percuotono e lo gettano in una fossa piena di neve, dicendo:
«Stattene lì, zotico araldo di Dio!».
Ma egli, rivoltandosi di qua e di là, scossasi di dosso la neve, appena i briganti sono spariti, balza fuori dalla fossa e, tutto giulivo, riprende a cantare a gran voce, riempiendo il bosco con le lodi al Creatore di tutte le cose" (FF 346).
Amare i nemici in Perfetta Letizia!
Sabato 1a sett. Quaresima (Mt 5,43-48)