Nella seconda distribuzione dei pani e dei pesci, Mc pone in evidenza la compassione di Gesù per la folla sfinita e affamata, che lo segue, cui dona Alimento.
Il Povero d’Assisi aveva ricevuto in dono un cuore tenero, con viscere di compassione per ogni creatura.
Un passo stupendo delle Fonti ci dice:
"La vera pietà, che, come dice l’Apostolo, è utile a tutto, aveva riempito il cuore di Francesco, compenetrandolo così intimamente da sembrare che dominasse totalmente la personalità di quell’uomo di Dio.
La pietà lo elevava a Dio per mezzo della devozione, lo trasformava in Cristo per mezzo della compassione, lo faceva ripiegare verso il prossimo per mezzo della condiscendenza e, riconciliandosi con tutte le creature, lo riportava allo stato di innocenza primitiva.
Per essa sentiva grande attrazione verso le creature, ma in modo particolare verso le anime, redente dal sangue di Cristo Gesù; e, quando le vedeva inquinate dalle brutture del peccato, le compiangeva con una commiserazione così tenera, che ogni giorno le partoriva, come una madre, in Cristo" (FF 1134).
È la stessa compassione che lo inondava e lo faceva fremere dinanzi al Pane della Parola e dell’Eucaristia.
Leggiamo:
"Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola.
Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti «da morte a vita»” (FF 207).
E nella parafrasi del Padre nostro:
«Il nostro pane quotidiano, il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e riverenza dell’amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì» (FF 271).
Mirabile Tenerezza!
«Ho compassione per la folla, poiché [sono] già tre giorni che rimangono presso di me e non hanno qualcosa da mangiare, e se li licenzio digiuni alla loro casa, verranno meno nella via; e alcuni di loro sono venuti da lontano» (Mc 8,2-3)
Sabato 5a sett. T.O. (Mc 8,1-10)