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Set 4, 2026 Scritto da 
Angolo dell'avanguardista

Pietà per l’altro uomo

Questa domenica la Liturgia propone la parabola del servo spietato, tratta dal Vangelo di Matteo.

Gesù evidenzia come ciascuno cerchi comprensione e condono per sé usando una diversa bilancia per il fratello. Tutto questo stride con la logica evangelica.

Siamo chiamati ad avere pietà del prossimo quando incorre nelle stesse piaghe da noi sperimentate, abbandonando la logica mondana del doppiopesismo.

 

In Francesco d’Assisi la compassione per il fratello in difficoltà o malato o comunque in qualche problema era atteggiamento fondamentale, che strutturava la somiglianza con Cristo.

Leggiamo nelle Fonti vari episodi in merito.

Ne evidenziamo uno.

"In un altro giorno  della sua predicazione, un poveretto, per di più infermo, venne al luogo dov’era Francesco.

Questi, sentendo compassione per la duplice disgrazia, cioè miseria e malattia, cominciò a parlare con il compagno della povertà.

Era già passato, nei riguardi del sofferente, dalla commiserazione all’affetto del cuore, quando il compagno lo interruppe:

«Si, fratello, è povero, ma forse in tutta la provincia non c’è nessuno più ricco di desideri».

Il Santo lo rimproverò lì su due piedi e ingiunse al compagno che stava confessandogli la sua colpa:

«Su, presto: togliti la tonaca, inginocchiati ai piedi del povero e accusa apertamente la tua colpa. E non soltanto gli chiederai perdono, ma in più insisterai che preghi per te!».

Il frate obbedì e quando ritornò, dopo aver compiuto la sua penitenza, il Santo gli disse:

«Quando vedi un povero, fratello, ti è messo innanzi lo specchio del Signore e della sua Madre povera.

Allo stesso modo nei malati devi considerare quali infermità si è addossato per noi!».

Veramente, Francesco portava sempre nel cuore quel mazzetto di mirra, sempre fissava il volto del suo Cristo, sempre rimaneva a contatto dell’Uomo dei dolori, che conosce tutte le sofferenze (FF 672).

 

 

«Servo malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi hai supplicato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io anche ho avuto pietà di te?» (Mt 18,32-33)

 

 

Domenica 24.a T.O. anno A  (Mt 18,21-35)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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