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Lug 17, 2026 Scritto da 
Angolo dell'avanguardista

Dalla volontà del Padre nascono fratelli, sorelle e madri

Gesù sottolinea che sono sua madre e suoi fratelli coloro che fanno la volontà del Padre.

Evidenzia così la parentela creata dal vivere la Parola ogni giorno.

Frate Francesco amava fare la volontà di Dio profondamente, da abbracciarla come sua consolazione.

Era felice quando vedeva anche tra i suoi frati piena adesione al volere divino o comunque ravvedimento, laddove risultava un atto un po’ restìo.

Le Fonti, chiare informatrici di autentico vissuto, c’informano e offrono materiale per un’attenta riflessione.

“Ed essi, ricevendo con gaudio e letizia grande il precetto della santa obbedienza, si prostravano davanti al beato padre, che, abbracciandoli con tenerezza e devozione, diceva ad ognuno:

«Riponi la tua fiducia nel Signore ed Egli avrà cura di te».

Questa frase egli ripeteva ogni volta che mandava qualche frate ad eseguire l’obbedienza” (FF 367).

Il Poverello d’Assisi, pure dinanzi ad un grande cumulo di mali e prove, attestava la sua incomparabile adesione al volere divino, quale altro Giobbe.

Leggiamo con commozione:

"Ma per quanto strazianti fossero i suoi dolori, quelle sue angosce non le chiamava sofferenze, ma sorelle.

(…) e benché stremato dalla lunga e grave infermità, si buttò per terra, battendo le ossa indebolite nella cruda caduta.

Poi baciò la terra, dicendo:

«Ti ringrazio, Signore Dio, per tutti questi miei dolori e ti prego, o Signore mio, di darmene cento volte di più, se così a te piace.

Io sarò contentissimo, se tu mi affliggerai e non mi risparmierai il dolore, perché adempiere alla tua volontà è per me consolazione sovrappiena»" (FF 1239).

E allorché giunse il tempo della sua dipartita:

"Disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse.

E disse ai frati: «Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni»" (FF 1239).

Così Francesco, vero amante e imitatore di Lui, legge nella sua vita e in quella dei suoi frati le propaggini del Regno di Dio che si avvicina, dinanzi a vicende che parlano il linguaggio del Creatore stesso.

Nelle Fonti troviamo passi che indicano i segni del maturare del credente:

«Siamo sposi, quando l’anima fedele si unisce al Signore nostro Gesù Cristo per virtù di Spirito Santo.

Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre che è nei cieli.

Siamo madri, quando lo portiamo nel cuore e nel corpo nostro per mezzo del divino amore e della pura e sincera coscienza, lo generiamo attraverso le opere sante, che devono risplendere agli altri per esempio» (FF 168/2. Lettera ai Fedeli).

 

«Chiunque infatti fa la volontà del Padre mio che [è] nei cieli, egli è mio fratello e sorella e madre» (Mt 12,50)

 

 

Martedì della 16.a sett. T.O.  (Mt 12,46-50)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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