Marco ritrae Gesù mentre insegna nel tempio, ponendo l’accento sulla rispondenza tra il Messia creduto Figlio di Davide, e il sovrano medesimo.
Lo stesso Francesco, per aiutare i suoi frati a crescere nell’orizzonte del Regno di Dio, in guisa che sofferenze e traversie potessero avere un’altra dimensione, un giorno così si espresse con un suo frate.
Recitano le Fonti:
”Lo stesso [fra’ Leonardo] riferì che un giorno il beato Francesco, presso Santa Maria degli Angeli, chiamò frate Leone e gli disse
«Frate Leone, scrivi […] quale è la vera Letizia».
«Ecco, io torno da Perugia e, a notte profonda, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che, all’estremità della tonaca, si formano dei ghiaccioli d’acqua congelata […]
E io tutto nel fango, nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e, dopo aver a lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: “Chi è?”.
Io rispondo: «Frate Francesco».
E quegli dice: “Vattene, non è ora decente, questa, di andare in giro, non entrerai”.
E poiché io insisto ancora, l’altro risponde: “Vattene, tu sei un semplice e un idiota, qui non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo bisogno di te”.
E io sempre resto davanti alla porta e dico:
«Per amore di Dio, accoglietemi per questa notte».
E quegli risponde: “Non lo farò. Vattene al luogo dei Crociferi e chiedi là”.
«Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera Letizia e qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima».
(FF 278).
«Davide stesso disse nello Spirito Santo: ‘Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi’» (Mc 12,36).
Venerdì 9.a sett. T.O. (Mc 12,35-37)