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Ago 30, 2026 Scritto da 
Commento breve

Il discernimento si fa acuto: simbologia della Mano

Sollecitudini diverse, e l’Azione Umanizzante

(Lc 6,6-11)

 

Procurare il bene e sollevare la persona reale - così com’è, nella propria unicità - è l’unico valore assoluto; criterio di tutto il Vangelo.

Anche la Torah nel suo nucleo e senso voleva essere un mezzo importante della pedagogia umana, personale, religiosa - non il fine.

Le norme ci accompagnano ben volentieri, quando facilitano la strada per dialogare con il Signore in noi e nei fratelli. Ma la “lettera” è fredda e immotivata.

Avvenuto l’Incontro, la precedenza va data al Progetto di Dio, sollecito a realizzarci e farci fiorire; non alle procedure.

Infatti, le prescrizioni mettono tutti e sempre in allerta nei confronti del ‘bisogno diverso’.

Per questo, solidarietà e fraternità sono poste al di sopra di qualsiasi ossequio devoto e identitario, o necessità dottrinale, nonché osservanza esteriore del culto (se vissuto da automi).

Le stesse norme vanno comprese affinché conducano alla vita con e in Cristo - per la realizzazione e pienezza di essere.

Altrimenti la virtù scrupolosa di religione si converte in azione maligna e vizio di fede - che perde la totalità della persona [v.9 testo greco].

 

In tal guisa, nel giorno della sinagoga non si deve celebrare una restaurazione che timbri il cartellino.

Piuttosto, ci si raduna in assemblea per meglio restituire la donna e l’uomo alla loro dignità di esseri sublimi, da promuovere in modo illimitato.

Il sabato del Messia non è giorno delle parzialità di costume: è tempo di benessere recuperato - di Liberazione e Creazione, di promozione delle energie vitali, secondo il Disegno originario e pieno del Padre.

Infatti, nel luogo del rito abitudinario, dove vige la mentalità compassata, Gesù non va a pregare, bensì a insegnare e curare.

 

Neppure il paralizzato aveva chiesto guarigione - tanto gli sembrava normale stare lì in quel modo e non ricevere attenzioni, né alcuno stimolo; neanche il bene.

Nondimeno l’Amore è nucleo ed essenza della Legge: anche in giorno di precetto l’aiuto era pur consentito dalle stesse prescrizioni, in caso di necessità estrema o ripercussione sugli altri.

Gesù sta dicendo che sbloccare la persona che non riesce a fare nulla di buono [«mano destra arida»: v.6] è questione di vita o di morte, anche per tutta la comunità [guarire o «annientare»: v.9].

Osservare il giorno del Signore significa, anche per noi: potenziare le possibilità espressive dell’umanità e reintegrarla in un ‘ordine nuovo’.

 

Per adempiere il “precetto” redentivo, gli atteggiamenti devianti vanno per primi anch’essi assunti, e salvati - al pari di energie preparatorie di nuovi assetti.

Non possiamo permetterci ulteriori trascuratezze.

La crisi che investe tutti fa trapelare la differenza tra… contenuti inconsci e verità, fossilizzazioni ed energie nascoste; religiosità e Fede - discrimine della vita in Cristo e nello Spirito.

Nei suoi lati di limitazione e Completezza, legalismo o Liberazione, stasi e Rinascita, ritorno a “come sempre” o Rigenerazione, formalismo e Letizia [così via], oggi il discernimento si fa più acuto.

 

 

[Lunedì 23.a sett. T.O.  7 settembre 2026]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".